I cosiddetti Vespri: La Chiesa dello Spirito Santo o di S. Spirito

(di Carmelo Fucarino)

E la bella Trinacria, che caliga
tra Pachino e Peloro, sopra ‘l golfo
che riceve da Euro maggior briga,

non per Tifeo ma per nascente solfo
attesi avrebbe li suoi regi ancora
nati per me di Carlo e di Ridolfo,

se mala segnoria, che sempre accora
li popoli suggetti, non avesse
mosso Palermo a gridar: “Mora, mora!”.
DANTE, Paradiso, VIII, 67-75

Detta poi anche Chiesa di Santo Spirito del Vespro, annessa al monastero cistercense, fondato il 23 giugno 1172 per volere dell’arcivescovo di Palermo Gualtiero Offamilio e affidato a monaci cistercensi provenienti da Sambucina di Calabria sotto il regno di Guglielmo II che lo arricchì con donazioni assieme alla madre Margherita. Il 9 dicembre 1178 re Ruggero II, che aveva avuto come tutore Offamilio, lo dotò per riconoscenza di numerose terre, tanto che alcuni autori riferiscono a tale data la fondazione dell’abbazia. L’iscrizione nel presbiterio attesta che fu consacrata nel 1179. Nel 1232 il Capitolo Generale decise di considerare casa madre dell’Ordine Casamari. Divenuta Commenda e diminuiti i frati nel 1516 fu affidata da Leone X all’ospedale di Palermo, che poi la cedette agli Agostiniani, nel 1573 agli Olivetani di Santa Maria dello Spasimo. Il celebre e rivoluzionario viceré Domenico Caracciolo fece demolire nel 1782 il monastero, per costruire al suo posto il cimitero, chiamato “di sant’Orsola” dal nome dei frati che l’avevano occupato fino ad allora.
L’impianto architettonico originario della chiesa, contaminazione armoniosa tra elementi arabo-normanni e gotici, sopravvisse, anche se la facciata fu perduta e subito ricostruita. L’architetto G. Patricolo nel 1882 in occasione del sesto centenario del Vespro adottò un drastico restauro, nel proposito di ripristinare il presunto impianto abbaziale originario. distruggendo le fabbriche adiacenti, ogni traccia del convento e del cimitero settecentesco, le alterazioni barocche, gli archi centrici, le varie cappelle e le decorazioni pittoriche e a stucco. La chiesa è a tre navate, di sette campate, quattro con pilastri semicircolari, tre con pilastri quadrati (Santuario e presbiterio), e abside semicircolare affiancata da due cappelle nel presbiterio. La copertura è a capriate lignee nella navata centrale e presbiterio, a crociere lisce nelle navate piccole. Motivi policromi sono di influsso arabo con pietra lavica e tufo giallo. L’esterno, ora privo di facciata, è ornato di tarsie di lava. All’interno custodisce una pregevole Croce dipinta dl ‘400.
“Lo schema planimetrico è quello tipico dell’età normanna con ampio santuario triabsidato sopraelevato sulle tre navate”. La tradizione costruttiva arabo-normanna è ripresa sia a livello planimetrico con la fusione dello schema basilicale delle navate e quello centrale del presbiterio, sia a livello decorativo (Giuseppe Bellafiore).

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