Il Genio di Palermo

Pomeriggio culturale all’Hotel Villafranca

Organizzato dal Club Lions Palermo dei Vespri

(di Gabriella Maggio)

Sabato 28 novembre 2009 nell’accogliente sala dell’Hotel Villafranca, il giornalista Alberto Samonà ha percorso la storia della nostra città attraverso l’analisi delle sei statue del Genio di Palermo, conservate in vari punti del tessuto urbano, realizzate tra il 1400 ed il 1800. Questo lungo interesse per il proprio Genio, ha spiegato l’architetto, è un tratto caratteristico di Palermo ed è indubbiamente legato alle sue peculiari vicende storiche ed alla lunga presenza di governanti stranieri. Infatti il Genio ha un significato sociale, è il protettore del luogo e ne rappresenta le virtù civiche. E più che un “genius loci”, è il padre degli uomini e degli dei, come Saturno. L’interpretazione dei simboli ricorrenti o originali nelle varie raffigurazioni del Genio è, secondo l’architetto, riconducibile all’alchimia e alla massoneria a seconda dei tempi, ma anche al significato complessivo ed alla simbologia dell’ambiente in cui la statua è stata a suo tempo inserita. Questo in particolare è evidente per la statua realizzata dal Marabitti, sita nella Villa Giulia. La conferenza è stata felicemente stimolante per l’uditorio, suscitando gli interventi  di Pietro Manzella e Giovanna Mirabella che hanno collegato l’orizzonte interpretativo dei simboli delle varie statue al contesto ermetico europeo. All’antichità classica invece si è rivolto l’intervento di Carmelo Fucarino per l’etimologia del termine Genio, per lo sviluppo del concetto nella civiltà greca. Interessante inoltre la citazione dal libro V dell’Eneide di Virgilio quando Anchise si manifesta al figlio, durante il rito funebre a lui dedicato, come serpente che lambisce le offerte votive. Proprio il serpente è l’elemento caratterizzante il Genio di Palermo in tutte le statue a noi pervenute. Quindi rappresenta il “padre”, ma anche la continuità tra le generazioni, tra vivi e morti. Secondo Fucarino  gli altri simboli caratterizzanti le varie statue del Genio sono da interpretare con metodo storicistico, contestualizzandole nei periodi storico-culturali in cui sono state realizzate con opportuni riferimenti anche alla committenza.

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