A tu per tu con Vincenzo Consolo

Lo scrittore conversa con gli studenti palermitani nell’incontro organizzato da “Addiopizzo”

(di Gabriella Maggio)

Oggi 16-12-09 al Cinema Marconi di via Cuba lo scrittore Vincenzo Consolo ha conversato con  gli studenti palermitani, traendo spunto dalla proiezione del film documentario “L’isola in me” di Ludovica Tortora della Torre. La regista propone un’intervista a Consolo, contestualizzata in una Sicilia ancora una volta delusa dalle promesse della politica, dilaniata tra miseria e sfruttamento, emigrazione ed impegno degli scrittori. Le inquadrature di meravigliosi paesaggi naturali non risarciscono lo spettatore della tristezza del degrado urbano ed industriale. Dal documentario emerge chiara la scelta di Consolo di leggere attentamente la realtà , qual è, denunciandone tutte le storture. Ha voluto scegliere una scrittura di “ memoria” piuttosto che di “speranza”, come hanno fatto altri , tra cui il suo maestro Leonardo Sciascia, che si sono espressi in un italiano chiaro e semplice. Scrittura della “memoria”, dice Consolo agli studenti, significa  non solo narrare episodi del passato attraverso i quali riflettere sull’oggi, ma anche fare affiorare nel tessuto della lingua italiana il greco, il latino, l’arabo, il siciliano. Insomma attuare una forma di sperimentalismo linguistico. La sua formazione è avvenuta sui classici della letteratura occidentale, presi a volte in prestito durante l’infanzia e la giovinezza economicamente modeste.  L’amicizia con il poeta Lucio Piccolo ha arricchito la sua formazione. Consiglia ai giovani di non lasciare la Sicilia, li incoraggia ad impegnarsi a trovare qui una sistemazione onesta. Il rapporto tra intellettuale e società oggi, sostiene Consolo, è mediato dall’economia e dai grandi mezzi di comunicazione, pertanto molti intellettuali spesso ne restano ai margini per scelta, perché non vogliono alzare il tono della voce né confondersi nel frastuono mediatico. Tuttavia chi scrive, dice Consolo, ha una responsabilità nei confronti della società, per questo deve testimoniare la verità, ricomponendone i frammenti e le  disarticolazioni. Oggi non è però più possibile scrivere un romanzo storico né un romanzo con un inizio, uno svolgimento, una conclusione evidenti ed univoci.

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