In Memoria

(di Tiziana Ficalora)

Mio padre era un capitano della Marina Mercantile. Spirito libero, personalità vulcanica e straordinaria.
E’ stato assassinato a Castellammare del Golfo il 28 settembre del 1992 sotto gli occhi di mia madre. La mafia locale aveva interesse per il nostro terreno e,principalmente, per il residence turistico creato da mio padre. Non ha mai ceduto alle pressioni mafiose, per questo lo hanno ucciso.
L’Istituto Florio di Trapani lo ha “adottato” come vittima di mafia nell’ambito di un progetto per la legalità che prevedeva di approfondire le storie di vittime di mafia nel trapanese.
I ragazzi, il preside ed i docenti dell’Istituto Florio hanno scelto Paolo Ficalora.
Presso lo stesso Istituto la mia famiglia, ogni anno, assegna 4 borse di studio a studenti meritevoli   che si siano distinti nell’ambito di attività dirette all’approfondimento di tematiche sulla legalità.
Hanno sempre prodotto lavori  di grande interesse ma soprattutto hanno tutti dimostrato una forte sensibilità nei riguardi di mia madre.

Rassegna di Giovani Poeti dell’Istituto Professionale di Stato per i Servizi Alberghieri e della Ristorazione “Ignazio & Vincenzo Florio”   Erice

INDIFFERENZA

Una pioggia insistente batte sui vetri
e su tutte le cose.
Poi torna il sole.
Mi illudo di nuovo.
Ricomincio a sperare…ma sono sola a vagare
per le strade intricate di un mondo inumano.
Da lontano giunge una voce…
è la voce della ragione,
che nessuno raccoglie.

Sui volti maschere grottesche
celano verità pungenti.

Il grigio veleno dell’odio e del rancore
ricopre l’azzurro del cielo… e lo nasconde.
Non hanno più profumo i fiori… non hanno più colori i fiori.

Ma non mi arrendo.

Tento ancora di salvare qualcosa
e prego e piango e chiedo;
ma cozzo contro menti inaridite.
E mi ritrovo con le mani in tasca,
serrate a pugno,
a trattenere la rabbia e a impedire al cuore
di esplodere.

Giuseppina D’Addea


Dopo il buio la luce

Uno, due, tante
le vittime innocenti
colpite da una mano guidata
dall’odio,
dall’ira,
dal potere
dal denaro
che tutto vuole
e svaluta la vita,
l’amore,
l’onestà.

Tu, che ascolti impotente
dinanzi a tanta crudeltà,
non lasciarti prendere dallo sconforto.
Reagisci!

Socchiudi gli occhi,
pensa al sorriso di un bimbo,
alla mano amorosa di una madre,
al volo di un uccello,
al prato verde,
all’azzurro mare.
Poi, alza gli occhi,
a pugni stretti
prega e spera
e vedrai che un tenue sorriso
schiarirà il tuo viso.
Dopo il buio, la luce.

Giuseppina D’Addea


GIUSTIZIA

Ho perso senza volerlo,
e non voglio che sia  più,
mentre fuori da questa finestra piove sangue,
mentre non ti accorgi del dolore che provi,
sento da una radio che  “…intanto il tempo se ne va”.
Ma qui cosa cambia?
Oltre al colore dei nostri capelli,
oltre a un cuore che stanco non prova niente,
né rabbia, né dolore, né amore,
quale boato potrà svegliarci?
Quanti colpi di pistola prima
di poter dire: “Basta” ?!
Quanti silenzi ancora devono uccidermi?
Non odiatemi se stasera non ritorno.
Perché io ho perso.
Ho perso tutto.
Ho perso me.

Antonino Gagliani

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