Un modo insolito di affrontare la legalità: parte prima

(Prof. Patrizia Lipani)

Premessa

La parola archivio è associata al luogo della memoria, a ciò che viene conservato per essere tramandato, consultato, ricercato, utilizzato insomma, in altre parole l’archivio è potenzialmente il luogo riservato alla tutela della memoria storica, ma per tutelare la memoria occorre garantire il reperimento delle informazioni  attraverso le corrette forme  di conservazione. Purtroppo non sempre si comprende l’utilità che potrebbe avere,  in un futuro, ciò che si produce. Non si giustificherebbe altrimenti il motivo per cui all’archivio vengono riservati luoghi angusti, bui, umidi, abbandonati, i magazzini, gli sgabuzzini, i sottoscala nel migliore dei casi, con il materiale  posto alla rinfusa, per cui difficile risulta la ricerca, o il semplice reperimento documentario. Sembra quasi che i documenti vivano  in una sorta di limbo prima dell’ eliminazione finale. come avviene in gran parte dei casi, è più facile nella confusione, eliminare, piuttosto che ordinare. Proprio facendo leva su questo presso il  Liceo  Sociopedagogico  De Cosmi di Palermo, due docenti, animate di buona volontà, di entusiasmo e di propensione alla ricerca storica insieme  ad  un gruppo di alunni, hanno realizzato la ricostruzione dell’archivio storico dell’Istituto,  rintracciandone la storia attraverso le carte, e finalizzando tale ricerca all’educazione  alla legalità. Scrivere di questa  esperienza di ricostruzione documentaria, altamente formativa per i ragazzi e  sicuramente soddisfacente per noi docenti, penso sia il modo migliore per valorizzare gli archivi, dare voce a  ciò che, appartenendo al passato,  attende  pazientemente  nell’oscurità di ritornare alla luce e di riacquistare il giusto peso nella storia.
La nostra attività, partendo dalla ricerca storica, ha  consentito di soffermare l’attenzione sul vero significato della parola“legalità”.parola che al giorno d’oggi va di moda. E non c’è giorno in cui questa parola dal significato alquanto vario, a volte così astratto, questo enorme contenitore di tutto e di niente, non risuoni alle nostre orecchie. Tutto diventa legalità, tutto rientra in essa, tutto acquista importanza se finalizzato alla legalità. Ma la legalità da sempre presente nella nostra cultura sembra essersi fatta strada solo dopo gli ultimi avvenimenti di sangue legati alla nostra realtà isolana e non sono pochi coloro che identificano legalità con  antimafia, antiraket e con tutto ciò che risulta anticostituzionale.
Di legalità si parla nei salotti della Palermo bene, negli incontri fra  politici, tra le massime autorità dello Stato e adesso anche le Istituzioni Scolastiche sembrano a catena prendere coscienza della sua esistenza e del profondo messaggio di cui essa è foriera.
Avvicinare i ragazzi alle Istituzioni è legalità, conoscere il territorio e salvaguardarlo è legalità, rispettare l’ambiente è legalità, ma è l’educazione stessa  legalità e allora non siamo lontani dall’azione abituale di chi educa al rispetto reciproco, ai valori della cultura, della convivenza civile, dall’azione quotidiana di ogni singolo docente che faticosamente si batte all’interno della classe per dimostrare che ci sono delle regole da seguire per la convivenza civile e per la formazione dell’uomo – cittadino, e che non è giusto barare per non perdere la stima degli altri.
Nella scuola la questione della legalità rischia sempre di essere confinata dentro una “educazione” o un “progetto” che ad essa vengono intitolate. Una delle derive più lamentate dell’autonomia scolastica, infatti, è quella relativa alla marginalizzazione del curricolo disciplinare a favore di una proliferazione sconsiderata di progetti che spesso hanno scarsa ricaduta sugli apprendimenti fondamentali degli studenti. Riteniamo invece che la funzione della progettazione extracurricolare debba essere quella di supportare gli apprendimenti, per così dire, di primo livello che si realizzano attraverso le discipline che strutturano il curricolo scolastico. La legalità, per restare nel nostro tema, può essere “trafficata” attraverso un insegnamento rinnovato della storia ed è quanto abbiamo realizzato con il  progetto “Recuperiamo la memoria storica del nostro Istituto”, volto al  recupero dei documenti storici di fine ottocento, periodo in cui nasce il nostro Istituto e dei primi del ‘900.

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