Per la festa del libro

(Gabriella Maggio)

I ricordi di Carmelo Fucarino susciteranno i ricordi di tanti lettori. Ho apprezzato i volumetti grigi della vecchia BUR da adulta per gusto bibliofilo. Ma sono cresciuta con gli “ Oscar “ Mondadori che costavano poco, appena 350 lire. Anch’io ho cominciato a viaggiare per il mondo con loro. Nessuno mi guidava. Da sola sceglievo il titolo o la copertina che mi piaceva di più; talvolta mi guidava l’esotismo del nome dell’autore. Gli Oscar si compravano in edicola ed anche in qualche autogrill al nord. Anche questo mi piaceva,  sfuggire all’inquisizione  o semplicemente alle premure di un libraio che, considerata la mia giovanissima età, era prodigo di consigli. Grazie Carmelo, mi hai fatto ricordare le mie selvagge letture. Allora non esistevano queste feste, nessuno ci aveva ancora pensato, eppure anche allora leggere era una festa.  Hai citato Catullo, in latino, Carmelo ! Visto che è festa ed è anche la festa di Catullo, ormai diventato libro, ripropongo il testo nella traduzione di Guido Ceronetti, Einaudi 1969.

Questa simpatica novità libraria
( la pietra pomice ha appena finito
di lucidarla) sia dedicata
A  te, Cornelio; perché tu dai
Qualche importanza alle cose mie
Tu che oh Italo ardito
Solo- Dio!- in tre tomi hai
Faticosi eruditi messo tutta
La Storia Universale. Poco o niente
Valga quel che c’è qui tuo sia.
Valga quel che c’è qui tuo sia.
Vergine che mi guardi al libro mio
Concedi una perpetua giovinezza.

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