La libertà nel servizio alla Chiesa

donna e ministeri nella chiesa 4
pubblicato in “La VITA  IN CRISTO E NELLA CHIESA2 LVIII 5
( 2009) 46-48

(Valeria Trapani)

Questa particolarissima vocazione, innestata sul battesimo, si caratterizza per il forte legame con la chiesa locale. Il loro carisma viene vissuto infatti nell’esercizio del servizio alla chiesa, prescindendo da qualunque nesso con una figura fondatrice di riferimento, ma in rapporto diretto al vescovo. Egli diviene il referente della loro missione di apostolato ecclesiale, egli infatti ne accoglie la vocazione e le consacra ricevendo dalle vergini il voto di obbedienza a lui o a chi ne fa le veci.
Le vergini offrono così alla chiesa diocesana in cui vivono la ricchezza della loro vocazione, non soltanto nell’esercizio delle più disparate ministerialità liturgico-ecclesiali, ma principalmente con la loro testimonianza di verginità che rimanda al mistero della sposa di Cristo, che è la Chiesa vergine.
La loro presenza nelle comunità ecclesiali è il segno della libertà di cui il Padre ha fatto dono all’umanità, che in esse si esplica nell’atto della donazione totale di sé a Dio e alla Chiesa attraverso il segno della verginità.
In un contesto storico-culturale in cui il corpo non è più considerato elemento inscindibile dall’anima, prezioso agli occhi di Dio, in cui sempre più spesso viene invece  strumentalizzato per fini pubblicitari, piegandolo alla trasmissione di contenuti etici estranei alle logiche evangeliche, la restaurata presenza dell’ordine delle vergini nel mondo si pone come testimonianza dell’adesione al disegno salvifico di Dio secondo una modalità capace di fare delle vergini l’icona dell’amore di Dio per l’umanità. Il loro servizio alla Chiesa locale dunque, contribuisce alla diffusione dell’idea che l’amore per Cristo può farsi dono totale di sé, anche nella sfera corporea.
La loro presenza è altresì segno escatologico della condizione di libertà da ogni vincolo sponsale terreno, per la sponsalità a Cristo alla quale tutti siamo chiamati nel regno di Dio, dove saremo liberi dal qualunque legame umano sia di natura fisica che morale, per l’amore incondizionato al creatore.
In ultimo le vergini consacrate vivono una quotidianità intessuta dalla preghiera, così come ci suggerisce la consegna della liturgia delle ore contenuta del rito di consacrazione. La loro è preghiera che si fa voce della Chiesa al Padre, e mentre pregano per mantenere salda la loro vocazione alla castità e per essere testimoni veraci del Vangelo, mantengono viva la dimensione del rendimento di grazie che caratterizza l’agire del cristiano.
Seppur nell’audacia di una scelta che può apparire anacronistica, la Chiesa ha invece il dovere di proteggere, aver cura ed incrementare la presenza delle vergini consacrate che vivono nel mondo, perché rendano testimonianza alla Verità e siano segno di santità.

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