DONNE E MINISTERI NELLA CHIESA

Mogli e madri: la vita coniugale e la maternità a servizio della Chiesa

Pubblicato in “ La vita in Cristo e nella Chiesa LVIII ( 2009) 39-41

di Valeria Trapani

Nel nostro percorso alla scoperta e valorizzazione dei ruoli ministeriali della donna nella vita della Chiesa, non potevamo non dedicare uno spazio alla trattazione della dimensione coniugale e del ruolo forte della maternità, che attraversano trasversalmente molti dei ministeri ecclesiali specifici che le donne svolgono, e ne influenzano fortemente la fisionomia e lo sviluppo. Non si tratta di preferire o esaltare la realtà matrimoniale rispetto alle altre forme di vita nel servizio fin qui analizzate o ancora da prendere in esame, bensì di porre in luce un ulteriore sigillo che viene apposto alla realtà del laicato femminile presente nel mondo ecclesiale. Esso merita di essere situato adeguatamente in rilievo per sottolineare in modo ancora più marcato come l’identità della donna nella vita della Chiesa sia fortemente segnata dalla sua sessualità, che mentre funge da principio identitario che apre al confronto dialettico con l’uomo, le permette di contribuire alla costruzione del Corpo di Cristo ponendo a servizio della Chiesa il suo stesso ruolo di moglie e di madre.

Nelle Scritture

Nella Bibbia ci vengono presentate diverse figure femminili che intervengono con determinazione nello sviluppo della narrazione biblica, e tra queste non mancano donne sposate e madri. Tra queste emerge per santità e fedeltà alla propria vocazione la figura di Maria, icona emblematica di sposa e madre nella doppia valenza terrena e divina. In Maria infatti vengono a sintetizzarsi le dimensioni dell’amore terreno di moglie verso il marito e di madre verso il suo figlio, insieme all’amore oblativo e totalizzante verso Dio che ha fatto sì che tanto la sua realtà sponsale che di maternità, fossero vissute nell’ottica della donazione totale di sé a Dio: ella è divenuta così la Sposa di Dio e la Madre del Redentore. Nella sua capacità di amare Dio attraverso il suo si incondizionato si realizza quella donazione all’umanità in cui ritroviamo lo specifico della ministerialità delle donne coniugate e che vivono il ruolo di madri. Nell’esercizio del servizio in seno alla comunità ecclesiale, quale che esso sia (lettrici di fatto, addette alla cura del tempio, animatrici della musica e del canto nella liturgia…), queste donne non prescindono dalla loro identità primigenia che è segnata dall’avere celebrato il sacramento del matrimonio e l’aver generato alla vita dei figli. Questi dati, lungi dal volerle porre su uno scalino superiore rispetto alle altre donne, imprime loro un carattere distintivo che è possibile rilevare dagli stessi testi liturgici posti alla base della loro ragion d’essere.

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