Report Lions della sanità in Sicilia.

(Natale Caronia)

Nel corso dell’anno sociale 2009 – 2010 il Governatore ha istituito il Service:”I Lions

promotori di opinione: la sanità siciliana”, Responsabile il PGD Cesare Fulci, Coordinatore il

Prof. Salvatore Castorina e con la collaborazione dei Leo. Nel corso dell’anno sono stati distribuiti ai Lions siciliani dei questionari che, una volta restituiti, sono stati analizzati in due categorie: risposte dei Lions e risposte dei Leo e raffronto tra le due categorie.

Il 20 aprile 2010 questi dati sono stati presentati nel corso di un convegno sulla sanità nella Sala Gialla del Palazzo dei Normanni, presente il Presidente dell’ARS, Dr. Francesco Cascio; il numero dei Relatori ed il protrarsi delle relazioni hanno condizionato l’esposizione necessariamente contratta del Prof. Castorina. Per dare maggiore eco ad un interessante lavoro svolto e rendere la giusta evidenza ad un argomento di notevole interesse generale è apparso opportuno utilizzare lo spazio concesso dal Vesprino per pubblicizzare le risultanze statistiche.

Il primo gruppo di 16 tavole riguarda:

–       Tavola 1, esamina il campione di indagine di Lions, costituito per il 50% da liberi professionisti e dipendenti pubblici, il 10% dipendenti da aziende private ed il resto, in minor percentuale, di area giuridica, umanistica, tecnologica, medico biologica, commerciale-industriale.

–       Tavola 2: consiglio in caso di ricovero: il medico curante incide per col 26%, l’azienda pubblica col 19%, la privata accreditata col 16%, la fama del medico col 18%.

–       Tavola 3: esperienza nei vari tipi di ricovero, a parte l’esperienza del 39% per il day-hospital in medicina ed il 25% di day-hospital in chirurgia, esiste scarsa esperienza per riabilitazione e lungodegenza, rianimazione, assistenza in coma e strutture per lungodegenza.

–       Tavola 4: il giudizio su day-hospital e day-surgery è di sufficienza nel 39%, carente nel 20%.

–       Tavola 5: il giudizio di esperienza per lungodegenti è: nessuna risposta nel 43%; carenza nel 25%; sufficiente nel 13%.

–       Tavola 6: il giudizio sull’esperienza per terapia intensiva e rianimazione: carenza nel 32%, sufficiente nel 15%; nessuna risposta nel 32%.

–        Tavola 7: il giudizio su esperienza per assistenza nel coma è: nessuna risposta nel 48%, carenza nel 13%, assenza 13%, sufficienza 5%, non so 21%.

–       Tavola 8: giudizio sull’esperienza di strutture per lungodegenza: nessuna risposta nel 53%, carenza nel 23%, assenza nel 11%, sufficienza nel 13%.

–       Tavola 9: conoscenza sulle prestazioni extraregionali dei siciliani: 80% si, 12% no; nessuna risposta 8%.

–       Tavola 10: edilizia ospedaliera soddisfacente nel territorio: 51% si, 35% no;14% nessuna risposta.

–       Tavola 11: edilizia ospedaliera sprecata sul territorio: 37% si, 38% nessuna risposta, 25% no.

–       Tavola 12 propensione alla donazione degli organi: 75% si, 17% no, 8% nessuna risposta.

–       Tavola 13: Tutela salute mentale: mediocre 37%, negativo 18%, ottima 13%, 8% nessuna risposta.

–       Tavola 14: rapporto col medico di base: si limita alla prescrizione: 47% si, 51% no,

–       Tavola 15: il medico opera con ausili diagnostici (ecografo, scopia etc): 64% senza, 29% con, non risponde il7%.

–       Tavola 16: il medico segue il percorso diagnostico?:  61% si, 19% no, 19% nessuna risposta.

Gli stessi quesiti sono stati posti ai Leo, le cui risposte poco si differenziano da quelle dei Lions, come si può dedurre dal secondo gruppo gabellare di raffronto.

Il report non è favorevole alla sanità siciliana e, a fronte del positivo altruismo della disponibilità alla donazione degli organi (75% degli intervistati), persiste la convinzione che le migliori cure siano fuori dell’isola (80%).

Carenze strutturali vengono individuate nell’edilizia ospedaliera, ritenuta soddisfacente nel 51% e nella convinzione che esiste un’edilizia ospedaliera sprecata ( 37% di si, 38% nessuna risposta e solo 25% di no).

Criticità esistono a livello di assistenza per lungodegenti (solo 13% è ritenuta sufficiente); per la terapia intensiva (sufficiente solo il 15%  e addirittura solo il 5% per l’assistenza al coma); per la salute mentale (ottima 13%, mediocre 37%, negativa 18%).

Per quanto attiene ai rapporti col medico di base è opinione del 47%  che il rapporto sia solo di tipo prescrittivo, che il 64% dei medici curanti non usino mezzi strumentali diagnostici e che solo il 61% segue il percorso diagnostico dei propri pazienti.

Grosse criticità esistono nel trattamento oncologico, che rappresenta la prima causa di partenza per altre regioni e per l’ortopedia.

In conclusione, questo spaccato indica che c’è parecchio da fare.

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