………. Dai romanzi di Emma La Spina alle ricerche storiche

(Patrizia Lipani)

L’assistenza e la beneficenza a Palermo è sempre stata curata e incentivata da gente nobile e facoltosa. Tra i più famosi il Principe di Gravina e Giangiacomo Cusmano, che fondano centri di accoglienza noti nel corso del tempo con i nomi più svariati , ospizi, educandati, convitti, orfanotrofi, collegi, depositi, refugi, ricoveri per offrire un tetto ai vagabondi , ai senza casa, ai miseri insomma. Tra i più importanti centri di raccolta “l’Albergo delle povere” e l’Associazione il “Boccone del Povero” dove il lavoro, la preghiera, l’operosità rappresentano i tre momenti quotidiani della vita educativa da curare, per ridurre l’accattonaggio. Era abitudine infatti restituire i giovani alla società quando erano in grado di procurarsi di che vivere con il proprio lavoro per cui era necessario imparare un mestiere. Tutti potevano accedere ai centri, tutti coloro che necessitavano del minimo sostentamento. I mezzi offerti erano il baliatico per le madri, gli asili infantili, e le scuole per i giovani. Negli orfanotrofi si compiva la prima educazione delle bambine in sei anni, dal giardino dell’infanzia all’istruzione elementare, saranno successivamente gli educandati a permettere ai ragazzi di completare l’istruzione superiore. Ma delle modalità con cui venivano offerti i servizi però, non è dato sapere ! Intorno al 1878, saranno le facoltose famiglie dei Florio e dei Whitaker, che svolgevano a Palermo l’attività imprenditoriale, culturale e soprattutto sociale, a curare l’educazione dei giovani. Di fronte all’assenza dello Stato in periodo ottocentesco, di fronte a così tanta miseria materiale e soprattutto morale, i privati con il loro buon senso e con le loro disponibilità economiche riusciranno a sopperire al degrado socio culturale della gran parte della cittadinanza. Educare, istruire i giovani, fare leva sull’istruzione rappresentava per le famiglia più in vista uno strumento per il miglioramento della società, questa è la ragione per cui nel 1896 viene fondata dai Whitaker la” Società umanitaria educativa e per la protezione degli animali,” per sensibilizzare la collettività verso tali problemi e predisporli benevolmente verso l’accoglienza di coloro, animali o esseri umani, gli indifesi insomma, il cui destino aveva riservato solo sofferenze, privazioni, abbandoni. L’istruzione divenne punto saldo per orfani, figli di carcerati, figli di prostitute, bambini abbandonati dai genitori spinti all’accattonaggio e alla delinquenza. Dai documenti storiografici il carattere dei bambini risulta “provato”, essi risultano particolarmente “propensi ai furti” si tace però sul fatto che essi fossero privati di ogni cosa, e che quindi per spirito di sopravvivenza il furto diventava azione inevitabile, le fanciulle presentano “facoltà intellettuali poco sviluppate,”non si dice però che parlano poco, rielaborano interiormente, non si ribellano ai soprusi, per paura di più pesanti ritorsioni, sono troppo avvezze all’umiliazione e a subire i torti. I 2 romanzi tutto questo lo evidenziano a chiare note. All’ex IPAI di Palermo, all’Albergo delle povere, gli archivi storici, i soli che potenzialmente dovrebbero essere consultabili da parte del pubblico, versano in cattivo stato di conservazione, difficile quindi recuperare dati, nulla emerge nello specifico, delle storie di vita personale, del modo di vivere, in ogni caso, a noi semplici studiosi, non è dato sapere. Solo la voce diretta dei protagonisti quindi diventa, come in questo caso, attraverso i romanzi di Emma La Spina, documento attendibile, per conferire “il suono di mille silenzi”.

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