La finestra sull’immigrazione

(Vera Ferrandi)

Approvato decreto per trasferire i detenuti stranieri verso stato di appartenenza
L’Italia è il primo Paese dell’Unione Europea ad attuare questa decisione, con largo anticipo rispetto alla scadenza fissata al 5 dicembre del 2011.
Il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto legislativo mirato a disciplinare il trasferimento delle persone condannate dall’Italia verso lo Stato di cittadinanza per la regolare esecuzione delle pene detentive.
“Con questo provvedimento – afferma il ministro della Giustizia, Angelino Alfano – l’Italia è il primo Paese dell’Unione Europea ad attuare la decisione quadro del 27 novembre del 2008, con largo anticipo rispetto alla scadenza fissata al 5 dicembre del 2011.
In questo modo, il Governo intende dare una risposta concreta all’emergenza del sovraffollamento carcerario attraverso il trasferimento dei condannati stranieri, per l’esecuzione della pena, senza un previo accordo dello Stato estero di cittadinanza e senza il consenso della persona condannata, agevolando, quindi, il trasferimento verso tutti gli Stati dell’UE”.
‘Si tratta dunque – spiega il Guardasigilli – di un importantissimo passo in avanti rispetto ai tradizionali accordi internazionali in base ai quali il trasferimento del condannato dipendeva sempre dal consenso della persona e da accordi con lo Stato di cittadinanza che, però, non era mai obbligato ad accogliere un proprio cittadino per fargli scontare la pena applicata da un altro Stato. ’
Il decreto legislativo approvato persegue un duplice obiettivo: da una parte favorisce il reinserimento sociale, familiare e lavorativo del detenuto straniero, riportandolo nei suoi luoghi di appartenenza; dall’altra, assieme alle altre misure contenute nel piano carceri, avvia a soluzione lo storico problema della tensione detentiva, riducendo sensibilmente il numero degli stranieri detenuti in Italia.
Dopo un’attenta ricognizione, infatti, si è rilevato che i detenuti stranieri, oggi in Italia, che potranno essere trasferiti in altri Stati dell’Unione Europea, grazie a questa nuova procedura, sono 1214. Tutta la procedura dovrà completarsi entro tempi certi e brevissimi, imposti dall’Unione Europea: di norma sessanta giorni dalla trasmissione del certificato di trasferimento della persona condannata. Naturalmente, il provvedimento regola anche l’ipotesi in cui un cittadino italiano, condannato in un altro Stato dell’Unione Europea, venga trasferito in Italia per l’esecuzione della pena detentiva.

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