LA RIVINCITA DELLA LINGUA: L’assenza

(Gabriella Maggio)

La vischiosa e fragile ragnatela di un presente perenne
non sa ricomporre in uno schema qualsiasi
le pedine scomposte della vita passata e perduta
né prevedere le mosse seguenti
Sdrucciola come alga la presa
un gorgo amaro e buio s’addensa
S’aggrappa allo scoglio vicino con forza
Forte è la volontà di resistere
Esile il barlume .
La notte insonne divide giorni sempre uguali
Pesante è il cielo
opaco
La mente senza senso non alita vento né pensiero
Silenzio
Ancora più triste l’assenza.

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