La finestra sull’immigrazione

(Vera Ferrandi)


BURQA

7 Ottobre 2010
Parere favorevole per il divieto del burqa in Italia
Evitare però ogni riferimento alla religione islamica

Il Governo ha fornito alla Commissione Affari costituzionali della Camera il parere sul divieto dell’uso del burqa e del niqab in Italia. E’ possibile un’introduzione di questo divieto purché non ci sia alcun riferimento alla religione islamica, così come già suggerito dal Comitato per l’Islam italiano istituito presso il Viminale. Il sottosegretario del Ministero dell’Interno, Alfredo Mantovano, ha spiegato che “il burqa non ha un’origine coranica. Indumenti simili sono stati usati in diverse zone in epoca romana, bizantina, persiana. Portarli non é dunque un obbligo religioso”.
Al Governo sta soprattutto a cuore il fatto che chi è coperto in modo da non essere riconoscibile né identificabile dalle forze dell’ordine limita la portata dei provvedimenti nei confronti del terrorismo.
L’indicazione data è dunque quella di appoggiare queste nuove proposte di legge sul divieto del burqa e niqab, senza però menzionare la religione islamica, raccomandando quindi di “omettere dai testi di legge ogni riferimento alla religione o all’islam, limitandosi alla formulazione secondo cui nel divieto devono intendersi ricompresi ‘gli indumenti denominati burqa e niqab’, prescindendo dalle motivazioni che spingono le persone ad indossarli”.

NIQAB

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La finestra sull’immigrazione

(Vera Ferrandi)

Approvato decreto per trasferire i detenuti stranieri verso stato di appartenenza
L’Italia è il primo Paese dell’Unione Europea ad attuare questa decisione, con largo anticipo rispetto alla scadenza fissata al 5 dicembre del 2011.
Il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto legislativo mirato a disciplinare il trasferimento delle persone condannate dall’Italia verso lo Stato di cittadinanza per la regolare esecuzione delle pene detentive.
“Con questo provvedimento – afferma il ministro della Giustizia, Angelino Alfano – l’Italia è il primo Paese dell’Unione Europea ad attuare la decisione quadro del 27 novembre del 2008, con largo anticipo rispetto alla scadenza fissata al 5 dicembre del 2011.
In questo modo, il Governo intende dare una risposta concreta all’emergenza del sovraffollamento carcerario attraverso il trasferimento dei condannati stranieri, per l’esecuzione della pena, senza un previo accordo dello Stato estero di cittadinanza e senza il consenso della persona condannata, agevolando, quindi, il trasferimento verso tutti gli Stati dell’UE”.
‘Si tratta dunque – spiega il Guardasigilli – di un importantissimo passo in avanti rispetto ai tradizionali accordi internazionali in base ai quali il trasferimento del condannato dipendeva sempre dal consenso della persona e da accordi con lo Stato di cittadinanza che, però, non era mai obbligato ad accogliere un proprio cittadino per fargli scontare la pena applicata da un altro Stato. ’ Continua a leggere

LA FINESTRA SULL’ IMMIGRAZIONE

(Vera Ferrandi)


L’infibulazione come segno di identità culturale per le seconde generazioni. L’allarme dell’Istituto nazionale per la promozione della Salute delle popolazioni migranti.
Dal 1996 all’Ospedale San Gallicano di Roma visitate oltre 10mila donne con mutilazioni genitali.

Dal 1996 ad oggi, all’Ospedale San Gallicano di Roma, sono state assistite e curate 10mila donne immigrate che hanno subito l’infibulazione. Il nosocomio, che oggi ospita l’Istituto nazionale per la promozione della Salute delle popolazioni migranti e per il contrasto delle malattie nella povertà (Inmp), ha attivato uno sportello dedicato alle donne che hanno subito mutilazioni genitali, dove operano 25 mediatori culturali, tra cui anche qualche ex paziente. A guidarla è Aldo Morrone che da anni cerca di contrastare il fenomeno delle mutilazioni genitali femminili, sia in Italia che in Africa, dove questa tradizione è fortemente radicata. Oggi, però, Morrone si trova di fronte ad un fenomeno inedito che definisce “paradossale”. Continua a leggere

LA FiNESTRA SULL’IMMIGRAZIONE

(Vera Ferrandi)

Scuola, nel 2015 raddoppieranno le iscrizioni degli stranieri
Lo studio è stato condotto dalla Fondazione Agnelli

La scuola per alcuni è appena cominciata ma già qualcuno ha fatto i conti per capire l’andamento del nuovo anno scolastico. Lo studio della Fondazione Agnelli ha registrato per quest’anno un aumento dell’11% dei bambini di nuova generazione iscritti alle prime elementari, mentre prevede solo a partire dal 2015 l’aumento di 100mila nuovi ragazzini che si sederanno suoi banchi delle nostre scuole.
” Le iscrizioni di quest’anno – afferma Paolo Mazzoli, dirigente scolastico di una nota scuola romana – confermano che il numero degli alunni immigrati è in continua crescita, ma in modo disomogeneo tra i quartieri delle città, creando un impatto che la scuola spesso non riesce a gestire, sia per mancanza di risorse, ma anche per la mancanza di preparazione dei docenti, oggi a mio parere in profonda crisi di fronte a questa nuova sfida”.
E’ chiaro ed evidente che siamo di fronte ad un radicale cambiamento all’interno della scuola italiana. E’ quello che dimostra la ricerca della Fondazione Agnelli curata da Stefano Molina dal titolo “I figli dell’immigrazione nella scuola italiana”. Mentre per quest’anno ci sono state 590mila iscrizioni di italiani iscritti alla prima elementare e 65mila stranieri (di cui 45.700 nati nel nostro paese), i dati della ricerca confermano che il grande salto si avrà nel 2015/2016. Tra quattro anni infatti mentre il numero di baby studenti italiani resterà quasi identico, gli stranieri per cui si apriranno le porte della scuola primaria saranno 100.500. Un numero raddoppiato in pochissimi anni.
Una nuova scuola è alle porte. La scuola della multicultura.

LA FINESTRA SULL’IMMIGRAZIONE

(Vera Ferrandi)

Immigrazione e sicurezza: l’aggravante della clandestinità è incostituzionale perché viola il principio di eguaglianza.
Depositata la sentenza n. 249 della Corte Costituzionale che dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 61, n. 11 bis, del codice penale, anche perché contrasta con il principio che una persona che commette reato debba essere sanzionata per la condotta tenuta e non per le sue qualità personali.

Come anticipato nell’articolo dell’11 giugno, la Corte Costituzionale ha fatto giustizia di una disposizione, nata dal Consiglio dei Ministri straordinario tenutosi a Napoli il 21 maggio 2008, che fin dal suo esordio era stata oggetto di critiche: punire in modo più grave il colpevole di un reato solo in ragione del suo status di straniero irregolare non poteva non suscitare dubbi di legittimità costituzionale. E la Consulta di motivi per censurare l’aggravante della clandestinità ne ha individuati due. Continua a leggere

LA FINESTRA SULL’IMMIGRAZIONE

(Vera Ferrandi)


08 luglio 2010
Presentato ieri alla Camera il “Manifesto per un Pacchetto Integrazione”.
L’iniziativa, alla quale hanno aderito parlamentari di entrambi gli schieramenti, punta al rafforzamento dei diritti di cittadinanza degli stranieri ed al reperimento delle risorse per l’integrazione.
Proposte semplici, realizzabili in poco tempo, e che non presentano problemi finanziari. È questo lo scopo del “Manifesto per un pacchetto integrazione” promosso dal Consorzio Connecting People e presentato ieri alla Camera dei Deputati.
La proposta, che ha già ricevuto adesione bipartisan di deputati, si sostanzia in due settori di intervento: uno che chiede modifiche che riguardano i diritti di cittadinanza e quelli politici, nonché una migliore accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati, ed una seconda parte che individua alcune voci del bilancio statale ove è possibile reperire finanziamenti per l’integrazione. Sotto il primo aspetto, il Manifesto chiede la modifica della legge sulla cittadinanza, la ratifica della Convenzione di Strasburgo laddove chiede di garantire ai migranti residenti la partecipazione a livello locale, ma anche la modifica della legge delle cooperative sociali con l’inserimento dei rifugiati tra le categorie svantaggiate e il finanziamento di un programma di edilizia religiosa. Continua a leggere

LA FINESSTRA SULL’IMMIGRAZIONE

(Vera Ferrandi)

Consiglio d’Europa: in aumento gli episodi di razzismo. “Atteggiamento negativo dell’opinione pubblica alimentato da discorsi politici xenofobi”.
Presentato il rapporto della Commissione anti-razzismo. La crisi economica ha accentuato la percezione negativa dell’immigrazione.
Aumentano gli episodi di razzismo in Europa anche a causa della crisi economica. È questo il giudizio espresso dalla Commissione anti-razzismo del Consiglio d’Europa, l’Ecri, che ha pubblicato ieri, 9 luglio, il rapporto annuale 2009.
“Stiamo assistendo – scrivono nel documento gli esperti della Commissione indipendente – a una crescita di atteggiamenti xenofobi e di intolleranza, che si manifestano attraverso attacchi verbali virulenti, atti di violenza e una crescente percezione dei flussi migratori come fattore che incide negativamente sui Paesi di destinazione”. Continua a leggere