DOLCETTO O SCHERZETTO?…..

(Gabriella Notarbartolo)

Halloween o Hallowe’en è il nome di una festa popolare di origine pre-cristiana, ora tipicamente statunitense e canadese, che si celebra la sera del 31 ottobre .Il nome “Halloween” deriva da “All Hallows Eve”, che vuole dire appunto “Vigilia di Tutti i Santi”, perciò “Vigilia della festa di Tutti i Santi”, festa che ricorre, appunto, il 1º novembre. Poiché la figura dei “Santi” é posteriore alla religione druidica, un altro etimo potrebbe essere “All allows even”, cioè “la sera in cui tutto è permesso”, incluso i defunti che escono dalle tombe per far visita ai vivi.. In Europa la ricorrenza si diffuse con i Celti. Questo popolo festeggiava la fine dell’estate detta Samhain. A sera tutti i focolari domestici venivano spenti, e riaccesi dai druidi che passavano di casa in casa con torce accese presso il falò sacro situato a Tlachtga, vicino alla reale Collina di Tara. Continua a leggere

Fede o vera: La storia di un simbolo universale

(Carmelo Fucarino)


L’anulus, annulus o anellus, (diminutivo di anus), era un “piccolo cerchio” usato fin dall’antichità per adornare le mani o le braccia e talvolta anche i piedi. Oltre a questo uso estetico ebbe nel tempo altre funzioni simboliche, legate alla sua particolare forma circolare, senza inizio e senza fine, che evocava la perfezione spaziale del circolo della vita e quella temporale dell’eternità. Perciò si caricò pure del valore apotropaico di talismano. Fu usato anche come sigillo regale, a cominciare. dagli antichi Egizi che ve ne applicavano a forma di scarabei o geroglifici. Servì pure a designare uno stato sociale, emblema di potere e di autorità. I Greci usavano applicarvi cammei o incisioni, le matrone romane una piccola chiave, segno della loro autorità sulla casa. Secondo una leggenda l’uso di portare anelli fu introdotto a Roma dai Sabini, che si ornavano, oltre che di pesanti armille d’oro al braccio sinistro, di anelli d’oro con pietre preziose (gemmati anuli, LIV. I, 11). Di origine greca l’uso sarebbe stato introdotto a Roma durante il regno di Tarquinio Prisco (FLORO I, 5). Per secoli senatori e magistrati ebbero il diritto di portare l’anello d’oro (jus annuli aurei o jus annulorum), così pure i cavalieri (equites). Lo status delle persone che ricevevano tale diritto appare differente nelle diverse epoche, secondo che si trattasse di ingenui e liberi (anelli d’oro), libertini (d’argento) o servi (di ferro). Gli imperatori concessero il diritto a loro scelta, Severo addirittura ai soldati romani. Continua a leggere

Un S. Luigi Gonzaga “nostrano”: Cesare Gaetani – 2a parte

(Antonino Lo Nardo)


Decide, quindi, di seguire la sua vocazione e lascia Sortino per recarsi a Palermo, dove si presenta al Noviziato dei Gesuiti, con grande dispiacere dei sudditi e della madre che teme che il figlio intenda seguire l’esempio di altri suoi parenti.
Presa dalla disperazione, Isabella si rivolge al Viceré di Spagna, il quale scrive al giovane principe per proibirgli di lasciare la Sicilia (per sfuggire alle pressioni materne, Cesare è sul punto di recarsi tra i gesuiti a Roma), al Papa Innocenzo X e al P. Generale Piccolomini. Continua a leggere

Come eravamo: Anna e le altre

(Renata De Simone)


Un recente saggio di Laura Russo, La sposa normanna, ci presenta la figura imponente di una donna, Costanza d’Altavilla, suora di clausura per vocazione dall’età di 16 anni, costretta a forzare la sua indole per risollevare le sorti di un Regno, compromesso dalla mancanza di eredi. Il suo eroico impegno protrattosi fino alla morte porta sul trono Federico II di Svevia, legato più alla terra di Sicilia, adorata patria di adozione della madre Costanza, che alle fredde terre d’origine dell’Imperatore Enrico VI, suo padre biologico, ma a lui del tutto estraneo. Continua a leggere

La bambola. Gioco e/o modello di conformazione ideologica (seconda parte)

(Pinella Bongiorno)

Sebbene esista una copiosa letteratura è bene ricordare come sia stato perpetrato, nei secoli, un’esiziale disattenzione nei confronti di questa delicata ed indifesa stagione che è l’Infanzia. Ma soprattutto ciò che insiste sul piano sessista è la prevaricazione ideologica a discapito delle donne. Nel passato, la marginalità femminile si radicalizzava a tal punto che, anche per il nutrimento, si faceva differenza fra il bambino e la bambina: quest’ultima, difatti, era oggetto di poca considerazione e perciò riceveva meno cure,3 in quanto le aspettative genitoriali non andavano oltre un destino da compiersi nel claustrale ambito domestico come futura sposa e madre.
Fin da piccola è avviata allo svolgimento di compiti che svilupperanno il senso di responsabilità, l’esercizio della pazienza e la totale dedizione affinché in età maritale possa « essere utile alla casa e buona massaja».4
I suoi giochi hanno scopi utilitaristici: ricamare, cucire, filare e tessere, ma anche accudire i fratelli più piccoli. Continua a leggere

Il Tumore della mammella

(Dott.ssa Lori Pindaro)

Il tumore della mammella è il tumore più diffuso fra le donne nei Paesi Occidentali.
In Italia si verificano ogni anno 38.000 nuovi casi; 1 donna su 8 si ammala
E’ dovuto alla moltiplicazione incontrollata di un gruppo di cellule della ghiandola mammaria che si trasformano in cellule maligne in grado di invadere il tessuto circostante  e , nel tempo , anche gli altri organi.
La ricerca scientifica  sta compiendo passi significativi per sconfiggere la malattia, ma ancora oggi l’arma più efficace è quella della diagnosi precoce volta all’individuazione di lesioni di piccole dimensioni , in cui la percentuale di guarigione è molto alta fino al 90 % . Perché la diagnosi precoce risulti efficace i controlli devono essere praticati con regolarità secondo precise indicazioni e devono  diventare parte integrante delle abitudini di vita della donna.
Nella maggior parte dei casi il tumore alla mammella si cura con l’intervento chirurgico cercando, quando possibile, di conservare l’integrità del seno.

Segni e sintomi

Nodulo per lo più non dolente
Modificazioni della forma e della grandezza del seno  e/o arrossamenti cutanei
Retrazione della cute e/o del capezzolo
Secrezione di liquido dal capezzolo
Noduli ascellari

COSA FARE

Autopalpazione

L’autoesame si fa mensilmente, nel periodo fertile dopo il ciclo mestruale, e in menopausa il primo giorno di ogni mese.

Continua a leggere

Matteo Ricci (4)

(Antonino Lo Sardo)

Ritratto del Ricci dipinto nel 1610, subito dopo la sua morte,
da un suo confratello attualmente conservato presso la Chiesa del Gesù di Roma

Un’occasione buona potrebbe essere rappresentata dal 400° anniversario della sua morte. Il 28 ottobre 2009, in occasione della conferenza stampa di presentazione della mostra Ai crinali della storia. P. Matteo Ricci (1552-1610) fra Roma e Pechino, nel richiamare il “lungimirante lavoro” di padre Ricci “di inculturazione del cristianesimo in Cina”, mons. Giuliodori – Vescovo di Macerata – ha espresso l’auspicio che alla luce della sua testimonianza “possa crescere l’amicizia con il popolo cinese e possano rafforzarsi i vincoli di comunione con i cattolici di questo grande Paese come auspicato dal Santo Padre nella lettera a loro indirizzata nel maggio del 2007”. E in tale contesto, ha concluso, “possa procedere in modo spedito e positivo il riconoscimento del suo cammino di santità”.Citiamo, a titolo di curiosità, che a Matteo Ricci è stato dedicato un cratere lunare di 71 km di diametro; che la rivista Life lo ha posto fra le 100 più importanti personalità del secondo millennio e che è stato raffigurato – come abbiamo visto – in diverse emissioni filateliche italiane e straniere.