L’estate in un borgo medievale parte II

(Patrizia Lipani)

Ostinarsi a visitare i borghi medievali con automezzi di grossa cilindrata sa dell’inverosimile, e sembra incredibile, ancora di più, percorrere con le quattro ruote le ridotte stradine del centro storico, concepite nei secoli a dimensione di pedone, con ciottoli lisci,abitualmente solcati dal passo lento disordinato,imprevedibile distratto proprio di chi indugia ad ammirare vicoletti quasi strettoie nel quartiere ebraico e perché no, souvenir e sconosce la fretta, e non solo perché risulta difficoltosa la guida ma perchè viene meno a mio avviso lo scopo del vero turista , cioè quello di gustare le delizie dei luoghi e lasciarsi trasportare dalla curiosità e dal fascino di ciò che gli sta intorno. In breve così i vicoli diventano camere sature di monossido di carbonio, le macchine rallentano per farsi largo tra i pedoni,ma poco importa ai turisti,fa parte del gioco, le meraviglie artistiche e paesaggistiche del luogo, compensano i veleni che si respirano!

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VACANZE D’AGOSTO AD USTICA

Hanno collaborato Maria Di Francesco, Gabriella Maggio, Attilio Carioti , Santo Grasso

Isola bruciata o isola ossario ? Fantastica dimora della maga Circe ? Isola dei confinati politici? Abitata sin dal Paleolitico, crocevia dei popoli che si affacciano sul Mediterraneo, oggi è una tranquilla meta turistica, che offre colori e profumi  inediti. Dal 2005 ha un inno ufficiale “Mia Ustica” composto da Teresa Nicoletti. Il suo protettore  è  San Bartolomeo, apostolo e martire,  festeggiato il 24 agosto  con Messa solenne, processione, fuochi artificiali. Il culto del Santo che protegge dal fuoco  risale al ‘700, quando lo diffusero i Liparoti, che in quel periodo avevano l’egemonia su Ustica.

Mare pulito

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Suoni, rumori, olezzi……cronaca di un inesorabile degrado

(Patrizia Lipani)

L’estate in un borgo medievale parte I


Nelle prime ore del mattino e nel silenzio della siesta pomeridiana mi soffermo ad ascoltare i rumori della strada. Rifletto nel contempo sull’abitudine al frastuono e sulla scarsa conoscenza del silenzio. Il silenzio questo sconosciuto,quando lo si avverte si prova paura e smarrimento.
Centro storico di un paesino madonita. La mattina il risveglio è traumatico oltre che monotono, per chi tenta , in vacanza, di attardarsi oltre una certa ora. Mentalmente hai la sensazione di sentire le varie voci prima ancora che i protagonisti appaiano sul palcoscenico!!!E tutto secondo copione i rivenditori offrono a squarciagola la loro mercanzia, la voce perforante di un vecchio pescatore contrasta con le sue esili fattezze. La sua carriola colma di pesce viene trascinata da un angolo all’altro della strada, su e giù ininterrottamente. Per interrompere il fastidioso elenco del prodotto ittico da vendere, ti auguri che qualcuno compri al più presto tutto ciò che egli propina . Continua a leggere

Ustica o Eea?

(Mimmo Caruso)

“Suvvia, la tua spada riponi nel fodero;
saliamo noi due sul mio letto, così che sul letto
insieme congiunti in amore, possiamo
scambiare fra noi la fiducia dell’animo.”
(Odissea, X, vv.347-350)

Ustica nera, sputata dalla terra.
Fuoco spento.
Ho nuotato vicino allo Scoglio del Medico.
Così lo chiamano.
Lo scoglio Omerico.
“O’ merico” in siciliano.
“Il medico” in italiano.
È qui che la Maga Circe accoglieva i naviganti per mutarli in animali?
Circe, figlia di Elio e Perseide.
Circe sorella di Pasifae, che sposò Minosse.
È questa Eea, l’isola di Circe, l’amante Maga?
Non lo so, ma giurerei di avere incontrato suo nipote.

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LA RIVINCITA DELLA LINGUA

(Gabriella Maggio)

DESOLAZIONE ( Berlin 1978)

di CARMELO FUCARINO

DA “CITTA’ E ANCORA CITTA’, IL VERTICE, PALERMO,1983

Cielo plumbeo tegole rosse

e inseguo i tuoi chiusi pensieri

i  tuoi occhi di lago.

Volevo gridare la gioia

e correre cuore appagato

lo spazioso Unter den Linden,

città dell’odio,

e specchiarmi nello Sprea,

le mani strette

fedeltà di olmo e di vite

erba fresca slancio d’azzurro.

Non trovo al risveglio

i tuoi grappoli di sole.

Cielo bigio cielo triste

tegole rosse

su Berlino caliginosa.

Frettolosi colombi

rari assorti passanti

e il silenzio.

Tornerò, città dell’odio

e delle finestre murate,

e porterò colombe bianche

nel mio cuore

La Porta di Brandenburgo oggi,  fotografata da Attilio Carioti, ha un’aria tranquilla, del passato conserva qualche suppellettile militare degradata a souvenir  per turisti.

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Ai ragazzi e ai colleghi del mio caro corso A del “Garibaldi”

(Carmelo Fucarino)

Per accompagnare con i ricordi di una Germania allora vista dall’Est, la tristemente celebre DDR, il loro viaggio alla Berlin ricostruita e forse non riunita e a Dresden, le mie impressioni fotografiche e poetiche del 14 agosto 1978, con la speranza e l’augurio che altre città martoriate divise dall’odio dei muri o rase al suolo possano donare abrazos gratis (così oggi uno spot di giovani per le strade di Buenos Aires)

Porta di Blandeburgo 1978

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A Stoccolma

(di Attilio Carioti)

A fine novembre a Stoccolma è solo autunno, ma per noi meridionali è inverno pieno. Il paesaggio è grigio la luce tenue,  le tenebre  calano improvvise alle tre del pomeriggio.

É già Natale per le strade

Gli alberi di Natale sono molto amati e molto originali Continua a leggere