CONSIDERAZIONI SU “ I MENU LETTERARI DI MARINELLA”

(Gabriella Maggio)

Marinella ha proposto recentemente due menu tratti dal Gattopardo di G. Tomasi di Lampedusa, quello del pranzo a Donnafugata e quello del ballo a palazzo Ponteleone. Entrambi sono giocati sui sensi, la vista, l’olfatto, il tatto, manca il gusto. Anche la “nespola” che pure “era stata appena ingoiata” all’inizio del romanzo non ha un aggettivo che ne indichi il sapore. La descrizione delle pietanze è simile alla descrizione dei luoghi, “era un giardino per ciechi” , “ Sotto il lievito del forte sole ogni cosa sembrava priva di peso, il mare in fondo era una macchia di puro colore“, “sulla cima del Monte Morco tutto era nitido adesso, la luce era grande”. Unica eccezione “ la gelatina al rhum” , dolce preferito dal Principe, che anche se “ si presentava come un torrione…” è descritta “dal gusto delicato “. Continua a leggere

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I MENU LETTERARI DI MARINELLA

Giuseppe Tomasi di Lampedusa

Ancora da “IL GATTOPARDO” , Agosto 1860, Il pranzo a Donnafugata
“ Il Principe era troppo sperimentato per offrire a degli ospiti, in un paese del’interno, un pranzo che si iniziasse con un potage, ed infrangeva tanto più facilmente le regole dell’alta cucina in quanto ciò corrispondeva ai propri gusti…..tre servitori in verde, oro e cipria entrarono recando ciascuno uno smisurato piatto d’argento che conteneva un torreggiante timballo di maccheroni…..L’oro brunito dell’involucro, la fraganza di zucchero e di cannella che ne emanava, non erano che il preludio della sensazione di delizia che si sprigionava dall’interno quando il coltello squarciava la crosta; ne erompeva dapprima un fumo carico di aromi e si scorgevano poi i fegatini di pollo, le ovette dure, le sfilettature di prosciutto, di pollo e di tartufi nella massa untuosa, caldissima dei maccheroncini corti, cui l’estratto di carne conferiva un prezioso color camoscio.”