Il bla bla e la gloria degli ignoti

(Carmelo Fucarino)


Oggi, giorno dei morti, quelli della pupa di zucchero e dei doni lasciati nella scarpa, i nostri cari vecchi morti che non ci atterrivano con la macabra mascherata americana di Halloween, al Festival Internazionale di Roma si presenta il neo-cult “The social network”, la storia di quel geniaccio (si può esserlo come Lucifero) che ha creato quella rete di cicaleccio che fa Facebook, l’immenso stadio aperto alla chiacchiera per cinquecento (si dice) milioni di uomini in maschera. È la vicenda dell’allora diciannovenne Mark Zuckerberg e del suo amico Eduardo Saverin, fondatori del Facebook di venticinque miliardi di dollari (si dice). Altra montagna di dollari si prevedono per il film di David Fincher e per l’osannato Gessy Eisenberg, già promosso all’Oscar. Il network è una forma planetaria di esibizionismo, un subdolo e falso strumento di creazione di amicizia in una società del look, del face, del colloquio su tastiera anche sul nulla distillato. È quella esigenza di comunicare, il contatto perduto che si cerca di instaurare con una carezza virtuale. È l’elogio della solitudine dell’uomo odierno, recluso nella sua monumentale SUV (Sport Utility Vehicle) urbana, solo e rintronato dai vari aggeggi elettronici, gli auricolari, il portento di iPad e simili. Dichiara Eisenberg a proposito del suo personaggio che, nonostante la ricchezza, “è un uomo solo”. Ma non c’è una fine al peggio, se penso alla cattiveria spesso gratuita del video-sharing YouTube, la community di condivisione video, quando la forza dirompente dell’immagine è carpita per far male e distruggere sotto l’anonimato. Continua a leggere

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A volte basta un tweet

(Mimmo Caruso)

I grafomani hanno vita dura sul web.
Twitter servizio di microblogging e social network concede ai suoi utenti 140 caratteri per scrivere un messaggio.
Non di più.
Un tweet… un cinguettio.
Sembrano pochi?
Chi studia certe dinamiche di comunicazione pensa che siano pure troppi.
Chi scrive troppo rischia di scrivere per se stesso.
Tra gli utenti più importanti di twitter c’è Rania Al Abdullah, regina di Giordania
“L’eleganza si ottiene per sottrazione” scrisse qualcuno.
A proposito…  credo di essermi dilungato troppo.